lunedì 26 settembre 2011


Ho fatto due cose così impensabili negli ultimi 10 giorni che se dieci anni fa un uomo del futuro mi avesse detto “tu all’età di 31 anni ti iscriverai in una palestra e ci andrai pure e non fumerai più sigarette ma tabacco sfuso” io gli avrei risposto “hey man, ma che diavolo dici? Ti ha dato di volta il cervello? Che hai in testa, topi morti?”
Effettivamente quando avevo 20 anni non è che parlassi con dei monologhi da film americano, però date le circostanze devo dire che fa molto più figo.
Dunque si, vado in palestra tre volte a settimana, ma ci vado con M altrimenti da sola col cacchio che ci andavo, per le attività fisiche il mio corpo ha una reattività paragonabile solo a quella di un bradipo.
Vado in palestra e corro, corro come Forrest Gump, corro come un levriero. Quando io ero piccola mia mamma aveva un levriero che si chiamava Piccolo, glielo avevano regalato quando il cane era già adulto (era un animale atleta in pensione). Aveva corso per i primi 5 anni della sua vita in tutti i cinodromi californiani e poi per la vecchiaia avevano deciso di portarlo a mia madre a Maratea. Per farla breve questo cane tanto era veloce tanto era stupido. Un giorno scappò via di casa e venne avvistato sulla SS 18 e tramite un annuncio radiofonico ( della vecchia radio locale) dissero di aver scorto un canguro all’altezza del porto di Maratea. Poiché il cane era grigiastro,  mio padre capì subito che non si trattava di una canguro bensì di Piccolo che correva con ampie falcate verso la libertà ricordando i suoi trascorsi atletici.
Tornando alla palestra l’istruttore dice che dovrei utilizzare gli attrezzi e smettere di correre come una forsennata, ma ancora non me la sento, sembro  troppo cretina e impacciata a fare gli esercizi, dopo tutto i miei muscoli sono ancora nella loro fase embrionale.
Nell’habitat della palestra ho notato una cosa abbastanza strana, le donne in palestra sono assolutamente normali, non si specchiano di continuo e fanno tutto in estrema tranquillità. Invece gli uomini sono tremendi; ogni specchio è creato per loro, ogni movimento è dedicato ai loro sguardi e poi ammiccano con se stessi come se dall’altra parte dello specchio ci fosse un’altra persona, gli uomini sono dei vanesi imbarazzanti. Poi si ammazzano di pesi, soffrono come betulle alzando bilancieri da 80 chili e io mi chiedo “ PERCHÉ? Non è che pure M mi diventa un narciso aspirante culturista? Sono io disposta a correre questo rischio?
L’altro particolare cambiamento non trascurabile di questo periodo è di aver deciso di abbandonare le care e vecchie amiche Winston blu per un più economico ed onesto Drum blu. In comune hanno solo la scritta “blu” sull’etichetta. La decisione è stata presa a causa dell’ultimo rincaro di 20 centesimi e così mi sono detta BASTA, sono uscita di casa, sono andata dal tabaccaio ed ho comprato il kit completo di tutti i componenti: tabacco, cartine e filtri. Da allora ho iniziato a spargere tabacco per il mondo, questa è l’unica cosa che odio di questa variazione, il tabacco che cade ovunque, in verità c’è un’altra cosa che odio, praticamente una buona parte di tabacco la ingerisco leccando la cartina, mi farà male?
 A rullare le sigarette sono una pippa, così mio cognato mi ha regalato un’ingegnosa macchinetta che in un sol colpo ti fa una sigaretta perfetta... ecco dovrebbe farla perfetta, non so com’è ma mi vengono degli sgorbi orrendi sia alla vista che al “fumaggio”.
Naturalmente essendo lungimirante già so che portare avanti questi due progetti sarà complicato e faticoso, però ci provo, mi sento troppo galvanizzata.

lunedì 19 settembre 2011


Esistono mille e uno (si fa per dire) quisquilie che possono aprire le porte della percezione e farci scivolare giù nel mondo delle “leggere incazzature”. Queste ultime in un modo o in un altro riescono ad incrinare la gioia e la spensieratezza di un’intera giornata, per giungere a ciò non è assolutamente necessario assumere alcun tipo di  acidi o surrogati vari, basta un poco di sfiga e la pillola va giù.
Partirei da “la pellicina maledetta”, quella che se la strappo coi denti in mattinata  poi verso il pomeriggio ho un dito gonfio e rosso come una ciliegia e non fa altro che pulsare e bruciare in un modo pazzesco. Non mi arrendo mai all’evidenza di doverla lasciare in pace per cui armata di forbicine o altri arnesi taglienti mi avvicino all’amputazione del dito senza riscuotere alcun successo.
Immancabile è “il chicco di pasta lavico”, quello che prendo con il mestolo in modo sportivo e vado ad assaggiarlo per sapere se posso  scolare la pasta e in un batti baleno ho la lingua felpata e inutilizzabile per tutto il resto del giorno.
Non posso omettere “un regalo da 5 euro fatto da 15 persone”, tale regalo deve avere queste prerogative: bello, accattivante, prezioso, grande, utile, simpatico e non deve sembrare un oggetto da 5 euro.
Grande classico “incidente col mignolo del piede”, che succede sempre quando credo di camminare nel deserto del Sahara, quando sono convinta di non avere nessun mobile più vicino di 129 metri ecco che capita l’assurdo: prima un rumore sordo e poi un dolore mai provato in questa vita. Non bastano le lacrime, l’improvviso conato di vomito o lo sperato e improvviso aiuto da parte di dio per ristabilire la mia postura, zoppicherò tutto il giorno.
Poi è la volta di “quando vado di fretta il motorino non parte mai”, anche se il meccanico ha ricaricato la batteria due giorni prima e durante la notte nessun raggio catalizzatore ha ingoiato il motorino, ho la certezza che quando devo fare una cosa importantissima la batteria del ciclomotore decide autonomamente di azzerarsi.
Di non poca entità è “ma di chi è questa canzone?” Lo speaker della radio sta per dire il nome del gruppo e poi si perde in un mare di minchiate e dimentica di dirlo, passo una giornata a canticchiare il pezzo a chiunque sperando che qualcuno prima o poi mi illumini e mi dica di chi sia la canzone (cosa che non accade mai poiché sono stonata  e nessuno mi capisce). 
Di grande impatto è “ce l’hai una sigaretta?” che secondo il mio modesto parere se fumi le sigarette te le compri.
Sotto ogni punto di vista molto potente è anche “testata contro il pensile” che più o meno funziona come il mignolo del piede. Quando credo di star fluttuando in una navicella spaziale priva di gravità ecco che con tutta la potenza del mio corpo mi schianto con la testa contro qualcosa...ed è la fine di ogni pensiero razionale, è in quel momento che si prepara la scissione tra la donna e l'animale,  prima un urlo preistorico e poi resto lì come una bestia ferita aspettando che passi il dolore.
E infine per ristabilire l’ordine cosmico di una giornata troppo bella c’è “ l’emicrania improvvisa”, quella che mi viene quando di sicuro la sera mi va di uscire oppure ho gente a cena. Mentre magari torno a casa tutta felice e contenta già sento una sottile linea di dolore che mi parte dalle tempie e che poi in 5 minuti netti mi avvolge tutto il cranio, a quel punto c’è poco da fare, ho bisogno solo di un letto, di silenzio e buio totale… direi una gran bella serata!

lunedì 12 settembre 2011

Che risposte dareste alle domande più sciocche del mondo?
Ecco una carrellata di domande che mi vengono fatte più o meno tutti i giorni, ma per rendere la cosa più accattivante  vi proporrò un test a risposta multipla per aiutarvi nella scelta e alla fine ognuno di voi potrà leggere il proprio profilo tenendo conto del punteggio raggiunto.

1)      Cos’è quest’oggetto e a cosa serve?




a)      È una t-shirt di cotone di colore nero che si indossa più o meno in tutti i periodi dell’anno.
b)      È un pezzo di un’armatura medievale fatta di fil di ferro che serve per evitare di venir infilzati da spade o lance che tutti i giorni volano tra di noi del ventunesimo secolo.
c)      È un pantalone  per gli abitanti del pianeta Zeberrex che hanno gli arti superiori  che crescono sotto le anche.



2)      Dove avete già visto quest’oggetto e qual è la sua utilità?
 


        a)      E’ una tovaglia da tavola, la si usa tutti i giorni per apparecchiare la tavola per pranzare o cenare.
     b)      È una gualdrappa alla quale vengono applicati i vari stendardi delle varie casate che in questo momento è poggiata su un tavolo e non so perché.
      c)      È un fantasma che dorme su un tavolo.


3)      Cos’è questo indumento (piccolo suggerimento) e a cosa serve?


a)      Grazie al suggerimento deduco che sia un pantalone, che si infila su per le gambe e si ferma in vita grazie ad un bottone, vista la vasta gamma di tessuti con cui può esser fatto lo si usa in tutte le stagioni.
b)      Sono due vermi piuttosto grandi vuoti all’interno che appena vedono due gambe gli si lanciano contro, vivono in simbiosi con esse fino a quando l’uomo non decide di tagliarli all’altezza del ginocchio e quindi cambiano di nome e si chiamano “vermi bermuda”.
c)      È una maglia per gli abitanti del pianeta Zeberrex che hanno gli arti inferiori che crescono sulle scapole.

4)      Cosa vi ricorda quest’oggetto?


a)      È un monile, o più comunemente una collana che può essere di varie fatture. Sin dai tempi antichi è un oggetto che usano sia gli uomini che le donne per agghindarsi e rendere più piacevole la propria persona.
b)      È un serpante morto di fame che ho ritrovato nella mia casa di campagna ed ormai può essere usato come una sciarpa.
c)      È il lazzo che usano gli abitanti del pianeta Zebberrex per catturare le zebrorse (un incrocio tra una zebra ed un’orsa).


5)      Cosa potrebbero essere queste due cose e quale la loro utilità?


a)      Sono un paio di scarpe da donna di dubbio gusto, utili per una serata elegante.
    b)      Nell’antichità avevano molte funzioni: cappelli nell’epoca paleocristiana, fermalibri nel medioevo, boccali per la birra nel rinascimento.
     c)      Sono gli oggetti preferiti dagli abitanti di Zebberx da lanciare ogni qualvolta si ha la necessità di ferire qualcuno.


Ed ora ecco il vostro profilo. Se avete preferito le risposte corrispondenti alla 
lettera a: la normalità vi opprime, avete un forte senso del dovere e ancora qualche speranza nel genere umano.
lettera b: la vita vi sta sfuggendo di mano, avete un forte desiderio di mandare a quel paese tutti e la vostra tensione si percepisce a mille miglia.
lettera c: avete bisogno di aiuto, vivete in una realtà parallela e forse questo non va bene…o forse si?

lunedì 5 settembre 2011


Per caso avete una sorella che parla con i delfini? Io si ed ho scoperto che possiede questo potere, oppure dote naturale, venerdì sera, quando alle ore 23 ho partecipato ad una delle 3 telefonate più folli degli ultimi 15 anni.
Lei e suo marito erano in mezzo al mare a pescare totani, poi un delfino dallo spirito libero ed alquanto affamato ha iniziato a “ronzare” intorno alla loro barca con la palese pretesa di rubare tutti i totani che venivano attirati dalle totanare.
Un momento di grande emozione pervade l’animo sensibile di mia sorella che non sapendo che fare chiede al marito di cercare su internet (la tecnologia non ha proprio più limiti) un richiamo che facesse avvicinare il mammifero.
E così la rete (quella multimediale intendo) li mette al corrente di una cosa semplicissima, bastava fischiare e da quel momento in poi mia sorella ha iniziato a fischiare.
A questo punto della serata ha luogo la famosa telefonata, a partecipare al dialogo da film demenziale eravamo in 4: io e Luis da Roma, loro due dal largo del porto di Maratea (il fiufiufiu è il rumore costante di sottofondo alla telefonata).
“Pronto…fiu fiu fiu”
“Ma dove siete..fiu fiufiu”
“Siamo a totani e c’è un delfino intorno alla barca ed è stupendo…fiufiufiuff..”
“Ma che è sto fischio? Fiufiufiuf…”
“È tua sorella che cerca di comunicare col delfino da più di un’ora…fiufiufiuf..”
“Cioè, mi dirai che sta fischiando da un’ora? Fiufiufiuf…”
“Si non so che fare, è insopportabile…fiufiufiufiuf”
“Ma dove l’hai sentito che si fischia ai delfini… fiufiufiuf”
“Mannaggia a me e internet santissimo, è impazzita e credo che pure il delfino s’è rincoglionito…fiufiufiuf..non stiamo nemmeno più pescando un totano”
Momento di silenzio, cioè senza sottofondo fischiante e voce in lontananza che dice:
“Vieni Tippy, salta da questa parte…vieni Tippy….fiufiufiuf…”
“Ha dato un nome al delfino, ora oltre che fischiare lo chiama pure per nome…fiufiufiuf…voglio andare a casa…fiufiufiu…”
Alla fine hanno pescato 4 totani, ma solo quando hanno deciso di allontanarsi da Tippy e mia sorella ha smesso di essere quella che di certo non “sussurrava ai cavalli” bensì quella che “rincoglioniva i delfini”.
L’altra telefonata folle  risale a circa 15 anni fa e vedeva protagonista la mia bellissima nonna.
Ero a casa sua e non so lei con quale zia fosse al telefono, comunque lo scopo della telefonata era farsi dare un altro numero di telefono.  Mentre dall’altro capo del telefono il numero veniva dettato lei lo digitava direttamente sulla tastiera, senza mai riagganciare la cornetta e continuava a dire “ma perché ci sei sempre tu al telefono se continuo a chiamare un’altra persona?” Questa cosa durò credo 20 minuti, fino a quando riattaccò il telefono e si rifiutò categoricamente di richiamare quel numero al quale non si sa come fosse  possibile ma continuava a rispondere mia zia.
In ultimo la telefonata in cui mia mamma fece una super figura di merda:
Mamma: pronto..
Persona Non Identificata:ciao carissima come stai?
Mamma: e sto bene….che piacere sentirti.
PNI:come vanno le cose a Maretea?
Mamma: tutto benissimo e lì a Roma?
PNI: Benone, senti mi daresti quella ricetta della marmellata di fragole?
Mamma: eccola –detta la ricetta- e tuo marito come sta?
PNI: Sta bene, è al lavoro è un po’ stanco ultimamente.
Mamma- eh..immagino, ma dimmi come stanno i bambini..
PNI: Ma quali bambini?
Mamma: i tuoi, come quali bambini?
PNI: Scusa, ma hai capito chi sono?
Mamma: sei Francesca vero?
PNI: No, veramente sono la tua consuocera.


Un buon “sempre di lunedì” a tutti!!