lunedì 6 giugno 2011



“Per cause tecniche oggi il negozio resterà chiuso”, è quello che ho appena affisso sulla porta del negozio perché non ho potuto aprire. Le cause tecniche sarebbero che in realtà non ho le chiavi, cioè le ho, ma sabato sera le ho lasciate sul tavolo del negozio ed ha chiuso mio cognato con le sue. Poi loro (cognato, sorella + bambini) domenica sono partiti alla volta di Genova per andare a vedere l’acquario. Oggi alle 15 e 45 ero d’avanti alla porta del negozio alla disperatissima ricerca delle chiavi nella mia stramaledetta borsa che spesso ingoia tutto il mondo, tranne questa volta che le chiavi non c’erano per davvero. Ovviamente l’altro mazzo in questo momento si trova a Genova nelle tasche di mio cognato che per ovvie ragioni  mi starà odiando con tutto il cuore. Ma tutto è iniziato ieri sera, quando dopo una piacevole serata a San Lorenzo stavamo per andare via e il motorino ha deciso di non partire: morto, muto, immobile. Quindi Alfredo ha dovuto accompagnarmi a casa a prendere il motorino di mio fratello, il quale motorino pure aveva difficoltà nella partenza. Dopo qualche salto mortale sulla pedalina il vigliacco è partito, sono ritornata a San Lorenzo ho caricato M e sono ritornata a casa prendendo tutto il freddo di una serata umidissima di giugno in faccia perché il motorino di mio fratello non ha il parabrezza. Ma se ci penso meglio tutto è cominciato prima, quando dopo una soleggiata ed estiva domenica, il cielo si è coperto tutto d’un tratto ed è iniziato un temporale che manco a febbraio ce ne sono stati così forti. La natura mi diceva proprio di non uscire di casa! Ma se vado ancor di più a ritroso le forze del male stavano lavorando su di me già da metà settimana, quando una stronza mi ha tamponato e il manubrio del motorino mi colpito una coscia facendomi venire un livido come una melanzana. E la stolta mica scendeva dalla macchina per aiutarmi, mi guardava con una faccia da cerbiatto spaventato ed io con forza ho dovuto dire “se mi dai una mano magari ci spostiamo dalla strada e poi ti do un sacco di calci volanti”, il fatto dei calci volanti non l’ho detto, però l’avrei fatto volentieri. Ma se continuo a pensare in negativo non ne esco più, è che certe volte mi sento proprio perseguitata dalle sfighe! Adesso ho veramente bisogno di un pensiero positivo che mi faccia riprendere dall’incazzatura che ho in questo momento, chiudo gli occhi e vado alla ricerca del mio posto preferito….
Ah, trovato, sono sul solito materassino al largo della spiaggia di Cersuta, sarò pure ripetitiva ma un posto migliore non esiste, sonnecchio un po’ sotto il sole e poi di sicuro mi sentirò meglio.
Detto fatto, già mi sento rinata e così posso anche pensare alle cose divertenti che sono successe in settimana. In primis da non dimenticare che giovedì è stato un giorno di festa, che di questi periodi non fa male. Mercoledì sera sono andata a cena con Luis a mangiare pesce, ma purtoppo non ne siamo rimasti troppo soddisfatti,  poi ci siamo ritrovati tutti per un dopo cena durante il quale già avevamo organizzato un pranzo per il giorno dopo, il cibo è sempre un ottimo collante. Per cui giovedì siamo andati a pranzo in un posto dove la cosa più leggera era la mozzarella di bufala affogata nella salsa di tartufo. Non contenti del pranzo abbiamo organizzato una cena con i fratelli di M, di cui uno ha portato pure una pseudo fidanzata bellissima, africana che parlava soltanto inglese. I tre fratelli hanno pronunciato tutta la sera parole italiane senza le finali asserendo che fosse inglese, ecco alcuni esempi: “ora mangiam la parmigian” “ti piac il vin?” “hai capit quello che diciam?” “staser fa molt cald” “ assag il formag con la marlellat” e così via, sembravano tre dementi e quella poveretta ha passato una serata a non capire niente! Venerdì sempre con Luis, siamo andati a mangiare una pizza con la mia mica Adele a piazza di Spagna, non avevo mai mangiato una pizza lì e devo dire che a parte che la pizza era una chiavica perché congelata, è stato un gran piacere constatare che Roma è veramente una città incantevole.
Adesso devo proprio andare perché come si dice dalle nostre parti devo scendere a  “pisciare il cane” (il cane di mia sorella che ho in custodia cautelare fino al loro ritorno!)


Nessun commento:

Posta un commento