lunedì 23 maggio 2011


Un bel modo di cominciare la settimana.
Martedì mattina mentre ero affaccendata in cose del tutto inutili entra una signora di una certa età che mi chiede con fare prepotente “le fotografe qui accanto non aprono?”
Io “no, mi dispiace, hanno chiuso perché una delle fotografe è morta qualche anno fa, mentre l’altra purtroppo si è ammalata, per cui lo studio è chiuso ormai da 3 anni”.
Lei “e mo?”   
io“ è morta, non si può più far fotografare”
lei “eh, ho capito, ma non c’è più nessuno che lavora?  Proprio adesso che mi serviva una foto, ma vedi tu…!”
Al che avrei voluto dirle questo: “guardi che è morta, mica è andata a prendere un caffè e per dispetto non vuole fotografarla, oppure l’ha vista avvicinarsi ed ha chiuso il negozio e si è nascosta dietro la porta, e anche lei signora che è così anziana, non teme la morte? Non le dispiace neanche un po’? Forse non ha capito quello che ho detto: E’ MORTA.”
Ma non ho detto nulla, io sono rimasta un po’ pensierosa, lei è andata via tutta nervosa ed una cliente che stava lì e che aveva ascoltato la conversazione è rimasta  molto  shoccata. In ogni caso ho dei sentimenti di odio e violenza quasi contro tutti i clienti, mi sento forse un po’ stanca e anelo una vacanza più di ogni alta cosa al mondo. Altro fattore che ha determinato il mio pessimo umore (anche se prendo quotidianamente il magnesio) è il fatto che mi sono messa a dieta. Ho avuto, ed ho visto che non è finita ancora, perennemente fame, mi mangerei pure un cinghiale con tutti i peli, ho eliminato il pane e la pasta e che cosa rimane allora in questa grama vita? La birra, resta la birra che ho pensato bene di non escludere dalla mia dieta visto che ella possiede soltanto proprietà benefiche per il nostro corpo. Ad ogni modo la settimana è trascorsa tra un morso della fame e l’altro, rifiutando appetitosi pezzi di pizza bisunti che tutto il mondo ha pensato bene di portarmi ogni giorno al negozio, fino al fatidico sabato, quando mai in vita ho fatto delle esperienze così profondamente assurde.
La serata sembrava essere una di quelle serate tranquille, da passare con gli amici a fare chiacchiere innocenti. Abbiamo cenato in un posto all’aperto e poi Federico, un amico nonché compagno di ritmica di M, ci ha invitato ad andare ad ascoltare un concerto jazz dove avrebbe suonato anche un americano. Non è che impazzisca per il jazz (dopo un po’ mi appalla un tantino) ma il fatto che nel gruppo ci fosse pure un americano ha reso la cosa più appetibile ed esotica. Una volta arrivati al locale abbiamo trovato Federico, altre due persone ed un silenzio di tomba. Al che M gli chiede a che ora iniziasse il concerto ed ora ecco il dialogo:
M “federì, quando suonano?”
F “ e che ne so”
M “ma c’è pure l’americano?”
F “bah, mai sentito”
M “scusa ma c’è il concerto jazz”
F “mah, ma chi te l’ha detto?”
M “Federì, me lo hai detto tu 15 volte, mi hai detto “stasera vieni che c’è un concerto jazz dove suona pure un americano”.
F “boh, mica mi ricordo sta cosa”
Nonostante tutto siamo rimasti, comunque gli strumenti erano montati, qualcuno doveva pur suonare. Così abbiamo aspettato, nel frattempo M e Federì già che c’erano hanno fatto una jam session , per fare un po’ i guappi della situazione. Poi finalmente tre tipi entrano dentro, imbracciano gli strumenti e iniziano a suonare. Suonare è una parola grossa, diciamo che hanno iniziato a fare dei rumori assordanti e fastidiosissimi, solo a quel punto uno delle tre persone che formava il pubblico ci ha detto che era una serata noise, che vuol dire letteralmente rumore. Uno stillicidio durato 25 minuti, dove quello che “suonava” la chitarra sembrava essere rapito da uno spirito celestiale ed aveva una faccia di cazzo così antipatica che lo avrei preso a pugni. Voi mi chiederete “e perché non ve ne siete andati?” non potevamo eravamo l’unico pubblico rimasto, ci saremmo sentiti dei traditori. Poi è stata la volta del secondo gruppo che faceva rumori con vari elettrodomestici amplificati: un’affettatrice, un frullatore, una frusta elettrica, un trapano e così via. Mentre facevano rumori proiettavano un video  esplicativo dove alcune persone montavano una cucina ikea, una cucina per intero, dal lavello al pavimento, dalla piastra a gas ai pensili. Il video pareva essere piuttosto datato, il protagonista sembrava un attore porno degli anni settanta, con i baffoni e le basette. Un’altra mezzora di follia, avevo le orecchie a pezzi e mentre mi giro al mio fianco mi accorgo che M non c’era più, si era nascosto dietro una porta quell’infame. Al che è stato il turno del famigerato americano, ebbene si un americano c’era per davvero! La sua era una body performance, era vestito come Dante Alighieri e sul viso aveva una specie di collant. Si rotolava a terra, si dimenava e strisciava ed ogni circa 3 minuti urlava come un forsennato. Il sottofondo era un rumore assordante e mentre egli si dibatteva proiettavano un video che francamente non ho visto perché ero troppo colpita dalla sua figura. Ragazzi, credetemi che ero a dir poco interdetta, ero io che non capivo quella forma artistica o era lui ad essere un pazzo scatenato? Conclusa la performance, si è tolto la calza dal viso e ci ha salutato come Nureyev dopo un balletto. E se non ci credete ecco la prova, http://www.youtube.com/watch?v=2mnjEc_0KDg  buona visione!


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