lunedì 2 maggio 2011

Settimana pregna di avvenimenti che andrò ad elencare in modo assolutamente casuale.
Giovedì sono stata al teatro con M, amicougo e Raffa. Siamo andati a vedere lo spettacolo di Virzì con Silvio Orlando dal titolo “Se non ci sono altre domande”, tutto molto carino tranne un piccolo avvenimento durante il quale ho rischiato la vita. Seduti tra il pubblico c’erano anche dei personaggi della piece teatrale che recitavano la loro parte fra le poltrone. Ovviamente proprio accanto a me ad un certo punto si è venuta a sedere una di queste attrici, il mio primo pensiero è stato “vuoi vedere che mettono in mezzo allo spettacolo pure il pubblico?” mi sono schiacciata vicino vicino ad M col terrore che mi chiedessero di dire qualcosa. Il mio rapporto col pubblico è a dir poco disastroso, nel senso che se devo dire qualcosa pure in presenza di tre sconosciuti rischio un infarto. A tal proposito vi dico che questa estate una cara amica che presentava un libro mi chiese gentilmente di leggere qualche riga di presentazione che aprisse il dibattito. Accettai il compito poiché il tutto si svolgeva nella piazzetta a Cersuta dove si e no ci entrano 15 persone. Immaginai comunque che il 90 per cento del pubblico fosse composto da persone da me conosciute. Il tutto si svolse in 15 minuti, l’unico problema fu che quando arrivai lì trovai tantissima gente che non avevo visto mai in vita mia. Per rincarare la dose ci fu il fatto che dovetti anche leggere con un microfono. Avete presente quanto è fastidiosa la propria voce amplificata? Beh la mia è schifosissima. In una mano il microfono, nell’altra il foglietto e dentro di me il terrore più crudo. In un solo momento mi venne secchezza delle fauci, tremore incontenibile delle mani, cecità istantanea, conati di vomito irrefrenabili. Lessi in un solo fiato tutto il foglietto e alla fine il sassofonista che mi faceva da sottofondo mi disse “non credo che tu stia bene, sei pallidissima”. Detto questo, vi immaginate se mi avessero fatto interagire con lo spettacolo che fine avrei fatto? Ho pure fantasticato sui titoli dei giornali del giorno dopo “morta di vergogna al teatro Eliseo di Roma una giovane donna lucana”.
Tutte le sere della settimana mi sono data da fare per preparare la festa per il compleanno di M. In realtà le cose sarebbero dovute andare diversamente poiché siccome mia sorella era andata a Maratea per Pasqua avevamo organizzato che al suo ritorno, ovvero sabato, mi avrebbe portato delle cose già pronte  preparate da  mamma per alleggerirmi il compito della cucina. Le cose ovviamente non sono andate così perché il mio nipote numero due si è ammalato e quindi mia sorella non è tornata e fondamentalmente mia mamma non mi ha mandato niente da mangiare. Così mercoledì e venerdì ho fatto l’una di notte per organizzare una cena degna di nota. Ecco il menù: antipasti: caciocavallo podolico e affettati misti sanfelesi, frittata di asparagi cersutari e frittata di zucchine e cipolle di Tropea.
Primi piatti: gnocchetti sardi con fagiolini, patate e pesto fresco di basilico, pasta al forno alla napoletana con sugo di salsiccia, ricotta e scamorza. Secondi piatti: parmigiana di melanzane offerta dalla mamma di M, rotolo di peperoni e capperi di Pantelleria. Infine crostata di fragole e poi basta direi!
Sembrava che tutto  filasse liscio, ma come al solito nella mia vita c’è sempre un antefatto tragicomico. Come prima cosa è d’uopo dire che la cena l’ho fatta a casa di mia sorella perché casa mia è troppo piccina, dunque poiché avevo tante cose da trasportare ho avuto la brillante idea di andare a prendere la macchina di mio cognato per poter trasportare il tutto in piena tranquillità. Il piano era che alle 14 e 30 andavo a prendere la macchina, la caricavo, lasciavo la roba a casa di mia sorella, riprendevo il motorino e per le 16 andavo ad aprire il negozio. Fin qui tutto bene, il piano mi sembrava perfetto, tranne che quando sono ritornata a casa a prendere tutta la roba mi sono persa. Ho sbagliato l’uscita della tangenziale e il mio piccolo mondo fatto di poche certezze è crollato. Non sapevo più dov’ero, persa in un dedalo di strade sconosciute senza alcuna possibilità di poter tornare indietro. Voi cosa avreste fatto? Vi dico cosa ho fatto io. In un primo momento ho pensato “non farti prendere dal panico” poi quando ho visto la direzione che avevo preso ho avuto un crollo di nervi. Prima ho visto “direzione Eur” e ho subito chiamato M ed ho detto “mi sono persa non so più tornare indietro” ed ho chiuso il telefono con un  cenno di stizza da film hollywoodiano degli anni 50. Poi quando ho visto il segnale “autostrade” mi è venuta una crisi di pianto ed ho iniziato a dare pugni violenti sul volante, ho richiamato M e gli ho detto che mi sarei fermata lì, in quel non posto e avrei aspettato che qualcuno mi venisse a prendere. Impossibilitata a fermarmi poiché mi trovavo in una strada a percorrenza veloce ho continuato a piangere e a prendere a male parole  me stessa e tutto il mondo. Ad un certo punto ho visto scritto in un luogo non identificato “tiburtina” allora mi sono detta “forse ce la posso fare”, purtroppo tale era la mia crisi isterica che ho sbagliato nuovamente l’uscita e mi sono trovata in un altro posto a me sconosciuto. Giravo intorno al punto in cui sarei dovuta essere ma non ci arrivavo in nessun modo. Che città topograficamente di merda! Morale della favola sono riuscita a scendere dalla macchina alle 17 e 30.  Avrò perso 2 litri di liquidi e mi sono sentita come un pilota alla fine di una gara, solo che io non ho vinto niente, solo un’incazzatura cosmica e la certezza assoluta che io una macchina NON la vorrò mai. Per non parlare poi della presa per il culo di tutti quelli a cui ho raccontato questa tragedia, conosco tutta gente che nel cervello ha il tom tom in dotazione fin dalla nascita, quanta incomprensione in questa mia vita!
Il crollo nervoso era dovuto al fatto che il giorno dopo mi è venuto il ciclo e so che voi ragazze mi capite perfettamente, anche una minima minchiata mi fa saltare i nervi che potrei uccidere qualcuno. A tal proposito vi consiglio di assumere tanto magnesio, io ho appena cominciato e se mi accorgo che in realtà funziona ve lo farò sapere.  
La festa è andata bene anche se la quota rosa della festa era veramente infinitesimale, le uniche due ragazze eravamo io e la mia parrucchiera. Essendo tutti uomini nessuno ha notato la delizia dei cartoncini esplicativi che avevo fatto con le mie mani con su scritto il nome della pietanza oppure la tovaglia in pendant con i tovagliolini, ma va bene anche così, il cibo è finito tutto, ma proprio tutto!

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