lunedì 11 aprile 2011


L’ALMANACCO DELLA SETTIMANA DOPO
Plin plin pli (musichetta iniziale)
Secondo il calendario Ilariano è appena trascorsa una  settimana dalla settimana precedente.
Insieme andremo ora a ripercorrere tutte le festività che non sapevate esistessero ma che invece esistono o sono esistite, nel tempo ilariano degli ultimi 6 giorni.
Martedì 5 aprile.
Inno alla gioia per la visita ginecologica che si festeggia quasi una o due volte all’anno in date da accordare a visita avvenuta. Un cantico d’obbligo va alla dottoressa Olga e al suo compito ingrato. Nello stesso giorno cade inoltre la commemorazione dei pesci che hanno abitato in questa casa. Per primo Olga Vanda
(chiamato così naturalmente in onore della mia dottoressa, la quale ha i capelli riccissimi e neri come  li aveva il mio defunto pesce, si avete capito bene, avevo un pesce con delle pinne così lunghe che sembravano capelli). Olga Vanda ha vissuto qui per 7 lunghi mesi mutando in maniera preoccupante man mano il suo aspetto. Dal nero corvino che era raggiunse i toni del beige per poi morire infaustamente una mattina d’estate.
Altra commemorazione va al "ei fu Ambebo", pesce laser di nobile aspetto (anche se piccolissimo) e dai sgargianti colori. Ambebo passò a miglior vita a Maratea dopo aver percorso un improbabile viaggio di 400 chilometri in un barattolino di vetro, affrontando il pullman, la metro e infine la macchina. Di lui rimase una spoglia gelatinosa accanto alla boccia che lo conteneva. Amava la vita e saltare altissimo, così quell’ultimo salto gli fu letale, oppure sofferente di una latente depressione decise di troncare così la sua esistenza, non lo sapremo mai. Il ricordo di lui rimane comunque indelebile nei nostri cuori.
Mercoledì 6 aprile.
Abbiamo festeggiato il santissimo AB rocket, macchinario precisissimo che aiuta a scolpire in maniera stupenda gli addominali di noi mortali. Acquistato esattamente un anno fa, usato per un interminabile periodo di 2 mesi, trasformato poi in attaccapanni e infine caduto nel dimenticatoio nell’armadio delle cose intoccabili, è tornato fra noi a grande richiesta. Il rito di iniziazione è stato praticato mercoledì sera intorno alle 21, la sottoscritta con immenso dolore ha praticato ben 40 addominali per poi cadere al suolo stramazzata come un totano che tocca la superficie della barca dopo aver tentato inutilmente di staccarsi dalla totanara. Dopo essermi risollevata con un grande sforzo, ho voluto assecondare una piccola mania di M, ovvero andare a mangiare vegan (  che vuol dire che mangi tutto tranne: carne, pesce, latticini di ogni genere e uova). Vorrei però ricordare che lo stesso M avrebbe voluto uccidere in vari modi rocamboleschi il povero musicista Moby soltanto perché era vegan. I modi di assassinare Moby che ricordo erano questi:
1)      Far precipitare una mucca sgozzata sul terrazzo di Moby in pieno centro a New York proprio mentre egli era indaffarato a fare un barbecue vegan a base di tofu.
2)      Far rapire Moby dall’anonima sequestri sarda e fargli mangiare un maialino sardo allo spiedo.
3)      Far capitare Moby in una riunione della massoneria e metterlo a conoscenza dei segreti più reconditi dello stato italiano per poi renderlo facilmente ricattabile, quindi veramente senza alcun motivo costretto a mangiare innumerevoli specie di carni.
Giovedì 7 aprile.
Lutto nazionale per i miei addominali morti affogati in mille litri di acido lattico. Giornata di grande frustrazione poiché non potevo né ridere né di certo starnutire cosa che accade spesso grazie alla tanto agognata aria di primavera.  Il malefico attrezzo risiede ora in un angolo della camera da letto e ogni volta che ci entro mi guarda con occhi indagatori e con il sussurro della brezza ginnasta mi dice “vieni a me carina, vediamo cosa sai fare”, devo ammettere che ho paura, ma lui non sa di che pasta sono fatta io, con esattezza pasta  brioche alla crema con tanto di zucchero a velo sopra.
Venerdì 8 aprile.
Si è aperto lo scrigno dei misteri delle alte temperature e con mio fratello abbiamo iniziato le magiche danze delle vendite “ad cazzum”. La frase latina sta ad indicare che basta un caldo raggio di sole per far si che le donne inizino in loro folle shopping senza né capo né coda. Una grande soddisfazione poter vendere un trench ed una tovaglietta americana alla stessa persona solo perché fanno pendant.  
Sabato 9 aprile.
Giornata trascorsa a organizzare i preparativi per i cerimoniali della domenica.
Domenica 10 aprile.
Nel calendario ilariano domenica si è tenuta la  “abbondante festa di compleanno per il nipote grande”. Nel regno incantato del giardino di mia sorella per un’intera giornata un’orda di ragazzini dai tre anni ai tre mesi si è scatenata in una bisboccia senza precedenti lasciando a bocca aperta tutti gli adulti. Possono dei bambini così piccoli avere un’energia pari solo ad un reattore nucleare? Direi senza dubbio di si.
Nella stessa sede si è svolto anche uno dei meeting più apocalittici mai immaginati, l’incontro di M e dell’Amicougo con una decina di bottiglie di prosecco, mai un baccanale ne riuscì meglio! Quanto gaudio ed etilica allegria, quante risate e joie de vivre, come i più grandi sibariti della storia ci siamo lasciati cullare dal sole caldo della primavera, dalla dolcezza del cibo variegato e dalle leggere bollicine del nettare degli dei!
Plin plin plin (musichetta finale).

Nessun commento:

Posta un commento