lunedì 4 aprile 2011


Fare il cambio di stagione è divertente la prima ora, dopo ti vorresti mangiare le mani fino ai gomiti pentendoti amaramente di aver iniziato, scrutando con uno sguardo vuoto e disperato l’inferno di roba sparsa ovunque che vorresti buttare nella monnezza e non vedere mai  più. È da stamattina alle 11 che combatto con abiti invernali, altri estivi e cose che non mi ricordavo assolutamente di avere. Morale della favola: il letto cosparso di maglioni, canottiere, calzini lunghi contro calzini corti, sciarpe e cappelli e costumi da bagno, grucce spezzate, il sacco del piumone con annesse piume pure nelle mutande, sacchi dell’immondizia per eliminare il superfluo, quei vestiti che ritiro fuori dall’armadio e ogni anno mi dico “questo potrei metterlo un giorno o l’altro” quando magari me lo sono messo una sola volta nel 1997, il maglione infeltrito di quando andavo a scuola che non lo butto nemmeno stavolta, le 37 maglie inutili che possono servire sempre da mettere in casa, l’abito color cachi che lo tengo fuori perché sicuramente quest’anno lo tingo di un altro colore, gli abiti eleganti da cerimonia che ho pagato un occhio della testa e che se anche so che non li rimetterò  mai più mi pare un peccato enorme buttarli….e tutto in una stanza di 2 cm quadri, voglio mamma!
Sono stata in vacanza per ben 4 giorni, in qualche modo mi dovevo punire, così il primo round l’ho iniziato ieri cominciando con una doverosa pulizia di primavera. Ho cambiato le tende, i cuscini dei divani e tutto il resto delle fodere dei 64 cuscini che ospito in questa casa, poi sono scesa dal fioraio ed ho preso 4 gerani e un gelsomino, ho fatto giardinaggio e tra una cosa e l’altra ho stirato un metro cubo di roba, infine a ora di pranzo ce ne siamo andati da mia sorella e lì ho quasi finito di ricamare dei cuscini che avevo iniziato a Maratea, che  non so come m’è venuto di cominciare una simile impresa visto che la mia manualità è paragonabile a quella del plancton. Quando torno da casa mia a Maratea  mi vengono tutte le ossessioni da casalinga disperata, poi per fortuna tempo due giorni  mi passano, però il ricamo visto che l’ho cominciato tanto vale finirlo. Questa volta il rientro è stato meno traumatico delle altre volte, anche perché Roma a primavera è bellissima, le giornate si sono allungate e andare in motorino non è più fastidioso.
Altra nota assai piacevole di questa settimana è che la mia parrucchiera mi ha regalato la piastra frisè per i capelli, così sabato mattina in preda ad una follia pilifera mi sono fatta i capelli afro tanto desiderati. Solo che per farli tenere mi sono dovuta mettere un litro li lacca e alla fine avevo i capelli di pietra. Quando luiss mi ha visto ha detto “ah, questi sono i capelli brisee!” allora mi sono immaginata con un rotolo di pasta brisee in testa tipo pizza di scarola.
In questi brevi giorni di svago non ho fatto altro che mangiare, mamma mi ha fatto sia il castagnaccio (visto che in autunno non sono proprio scesa) e anche la pastiera (non so se riesco a tornare per pasqua). Pesce fresco tutti i giorni comprato al porto dal mitico “Sciabola”, asparagi in tutte le salse raccolti più e più volte al giorno da me medesima ed ettolitri di caffè, non so perché ma quando sto a casa con mamma ci beviamo un sacco di caffè. Tutto sembrava andare veramente liscio, finché un  giorno tragedia delle tragedie, uno dei cani di mio padre è andato in amore e contro ogni regola che in questi 5 anni di vita da cani vige a casa nostra (ovvero i cani non si muovono mai da casa) Tuco è scappato per ben due volte, riuscendo ad eludere  tutti i sistemi elevatissimi di sorveglianza istituiti  da mio padre. I sistemi sono: guardare i cani a vista. La prima volta è tornato da solo dopo circa 4 ore, la seconda volta siamo andati a prenderlo nel posto del peccato, ma non lo abbiamo trovato, c’era solo la signora padrona della cagnetta che ci ha fatto pure una discreta cazziata. Quando siamo tornati a casa lo abbiamo trovato lì, tutto tremante, pieno di fango e con un muso che urlava pietà.  Comunque contro ogni logica canina uno ha scoperto l’amore e l’altro no, uno è diventato un escapista formidabile, l’altro un asceta della natura senza pari. Altra follia animale che ho scoperto è che i miei zii gemelli hanno adottato due maialini nani chiamandoli con i loro nomi. In un primo momento i maialini dopo aver raggiunto un’età ragionevole dovevano essere uccisi e poi mangiati, il problema è giunto quando ci si è accorti che i porcellini non crescevano per niente e che nessuno avrebbe avuto il coraggio di farli fuori, così visto che sono una coppia e che ben presto si riprodurranno già mezza Cersuta ha prenotato un maialino nano da compagnia!
Il viaggio di ritorno è stata un’odissea, c’era sciopero dei treni ma il mio non era stato soppresso, il problema è sopraggiunto a Napoli quando è salito un numero eccessivo di persone e il treno non riusciva a muoversi così ci hanno dirottato sull’alta velocità. “Che pacchia” ho pensato “in un’ora e sono a Roma”, ovviamente non è andata così perché il treno è partito con 40 min di ritardo, poco male per me, ma per quelli che avevano pagato una cifra considerevole per poter viaggiare più velocemente è stata una gran seccatura, ma come si dice dalle mie parti “accussì t’imparisi a prendere la freccia rossa”.
Ora non me ne vogliate ma devo assolutamente ritornare in camera e cercare di dare un senso alla mia vita, al mio armadio, alla mia scarpiera, ai miei cassetti, ecc ecc.

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