lunedì 14 febbraio 2011

Oggi pubblicherò in anticipo poiché il dovere mi chiama.

L’inizio della settimana ormai passata è stato orrendo, l’influenza con la sua falce gigante è arrivata sin qui, colpendo di netto me ed M. Tutto ebbe inizio lunedì sera, quando dopo aver visto la puntata del nuovo telefilm che sto seguendo “Med Man” abbiamo cominciato ad accusare dei malori. Vorrei spendere qualche parola però in merito al telefilm (ormai negli anni 2000 si dice “serie”, ma a me piace dire ancora telefilm). E' fatto molto molto bene, scenografia e fotografia ottime, costumi e interni stupendi, la trama ancora non mi è del tutto chiara, però il protagonista è talmente figo che se pur avesse una storia del cacchio la guarderei comunque. La parte estetica delle cose mi colpisce sempre in maniera esagerata, sono capace di farmi piacere un gruppo musicale anche solo perché un membro della band è un bel ragazzo (per me ovviamente) e al contrario, se un gruppo è super bravissimo ma nessuno dei componenti è degno della mia attenzione, allora è possibile anche che il suddetto gruppo non mi piaccia per niente.
 Dunque dicevo, se l’amore è una cosa seria allora si comporta come tale, quindi a me ed M ci è sembrato il caso di stare male all’unisono. Dopo essere andati a dormire abbiamo iniziato a rigirarci nel letto come due trottole, il primo ad alzarsi è stato M che dopo aver vomitato gli sembrava che tutto fosse finito, in realtà non sapeva ancora che un febbrone da cavallo era acquattato all’angolo del letto per saltargli addosso.  Io ancora non avevo avvisaglie ben precise, ma dopo un’oretta ho iniziato una staffetta col bagno che è durata tutta la notte e tutto il giorno seguente. Mai ho vomitato così tanto in vita mia, sembravo Mark di Trainspotting, attaccata alla tazza del cesso col timore di scivolarci dentro, oppure poteva sembrare l’ultimo giorno di Jimy Hendrix.   M per il resto della giornata ha avuto solo la febbre, io invece se vogliamo vedere la nota positiva, come minimo ho perso 2kg per quanto ho rimesso, per cui i fantastici jeans strettissimi  comparti  2 settimane fa ora mi stanno a pennello.
Nei giorni di malattia ho fatto una cosa che non facevo dalle scuole elementari, ovvero passare due giorni sul divano a guardare la TV, non che ne vada fiera, però una volta ogni tanto ci può pure stare. Ora mi accingerò a fare qualche considerazione meteorologica perché il clima nonostante tanto tempo ancora riesce a stupirmi. Non vorrei cantar vittoria con troppo anticipo ma pare proprio che la primavera sia alle porte, almeno così sembra dal sole tiepido e timido di questi giorni, ma tanto già lo so come andrà a finire, a marzo ci sarà un tempo di merda “ca manco i cani” e queste splendide giornate ce le farà pagare con piogge torrenziali e “friddo” paralizzante.
Siccome  a me personalmente non è successo niente di particolare voglio per forza raccontarvi una cosa troppo buffa che è capitata a mio cognato venerdì sera.
Prologo: mia sorella ha rotto il suo pc (in verità è stato il bambino che glielo ha lanciato facendolo cadere a terra) per cui ne ha bisogno di uno nuovo.
Mio cognato è stato giorni alla ricerca di un altro computer finché giovedì tramite una serie di annunci è riuscito a contattare un ragazzo che lo rivendeva usato (in realtà intonso) ad un prezzo assai conveniente, prendendo un appuntamento per il giorno seguente. Venerdì sera mio cognato per correttezza ha richiamato  il venditore del pc, che da ora inizierò a chiamare Ivan,  per informarlo del fatto che sarebbe si andato a prendere il pc, ma ci si sarebbe recato assieme ad un amico fidato ed esperto (luis). La risposta di Ivan però è stata perentoria, non voleva nessuna altro se non mio cognato perché aveva il timore di aprire le porte della sua dimora a due uomini sconosciuti. Mio cognato se ne è fatto una ragione e tutto solo si è incamminato verso l’ignoto. Intorno alle 10 di sera è arrivato a casa di Ivan, il quale lo ha subito accolto con grande gentilezza e simpatia. Appena seduti alla scrivania per iniziare la dimostrazione del funzionamento dell’iPAD (avevo omesso questo particolare? Si è un iPAD), Ivan esordisce così: “vedi questa ragazza in foto? È la mia ragazza, carina vero? Però io sono bisessuale, mi piacciono anche gli uomini.”
E mio cognato che è veramente una persona educata gli ha risposto “ ah, bene….”
Il dialogo che riporterò è quasi assolutamente originale, mio cognato ha cercato di ricordarlo al meglio per renderci partecipi dei suoi momenti di totale imbarazzo e stupore. Quindi è tutto vero tranne che ho preferito omettere termini poco eleganti.   
Ivan “ senti, hai mai provato un rapporto orale con un uomo?”
Cognato “no, mio dio…ma che domande fai?”
Ivan “beh, dovresti, è tutta un'altra cosa, un altro modo di percepire le sensazioni, un altro universo, dovresti farlo assolutamente”
Cognato “no, guarda non mi interessa, anzi se per favore mi fai vedere come funziona l’iPAD mi fai un piacere”
Ivan “ma hai problemi a parlare della tua sessualità? Non c’è niente di starno sai…. La mia ragazza ne è a conoscenza, è tutto così  naturale, dovresti provare”
Cognato “guarda non so che dirti, sono felice per te, ma io sto bene così, ho una moglie, due figli piccoli e poi sono uno fedele, non fanno per me questo tipo di esperienze”.
Ivan “non sai che ti perdi…i rapporti orali degli uomini sono il top”.
Cognato “ok, guarda, ho capito come funziona l’iPAD, il resto me lo farò spiegare da un amico, adesso è meglio che vada che si è fatto tardi”
Ivan “ok, ma vai piano, anzi ti accompagno fino al cancello che qui ci sono un sacco di brutti ceffi”
Mio cognato è arrivato al cancello, si sono salutati, ha preso il motorino ed è tornato verso casa. Una volta lì il suo telefono ha  iniziato a squillare…. “pronto!”
“sono Ivan, sei arrivato? Tutto bene? Comunque se hai bisogno di qualsiasi cosa chiamami pure”
Il suo primo pensiero è stato “che faccio, cambio numero di cellulare?” il suo secondo pensiero è stato “questo è pazzo!” il suo terzo pensiero è stato “mi devo preoccupare?” e così via con pensieri di ogni genere.
Comunque da allora Ivan non ha più chiamato, l’iPAD funziona bene, ma mia sorella ( che manco sapeva cos’era un iPAD)  avrebbe preferito un altro portatile…. Tanto rischio per niente!
Ma un pensiero ancor non m’abbandona: vuoi vedere che Ivan compra iPAD  a prezzo pieno per rivenderli a meno sperando che qualcuno prima o poi gli canti una canzone al suo microfono?

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