lunedì 28 febbraio 2011


 Se dovessi dare un titolo a questo post lo chiamerei “Le cose più strane che hanno ingoiato alcune persone che conosco” e vi prego di non fare della facile ironia!
Gli avvenimenti che elencherò non sono in ordine di importanza, non sono in ordine temporale,  li scrivo così come mi vengono in mente e in più avranno anche un titolo tutto loro.
“Il corpo estraneo”
Qualche giorno fa il mio amico Rob era dal dentista a farsi sistemare un impianto, era l’ultima seduta, quella in cui il dottore avrebbe dovuto mettergli il dente nuovo nella cavità vacante. Come prima cosa dovete però sapere che il dentista in questione è cugino di Rob e che Rob è una persona piuttosto violenta e irascibile. Andiamo avanti, l’intervento procedeva piuttosto bene, l’anestesia funzionava e gli strumenti del mestiere erano ancora tutti al proprio posto, fino a quel momento però! Rob aveva la bocca spalancata, il dentista ci teneva dentro tutte e due le mani più un piccolo cacciavite col quale gli stava avvitando la vite per la protesi, poi un piccolo spostamento, una chiacchiera di troppo e zac, gli è scivolato il cacciavite dalle mani, che soggetto anch’esso alla forza di gravità è sfuggito inesorabile nella gol di Rob, il quale con uno scatto felino dettato dal senso di conservazione che contraddistingue noi esseri umani, lo ha ingoiato.
A quel punto che fare? Il dentista è scoppiato in una risata incontenibile, Rob si è alzato dal lettino e raccogliendo tutte le forze dei guerrieri che ospitano il suo corpo si è preparato a sferrare un attacco senza pari, ma qualcosa lo ha bloccato, ovvero il legame di parentela che lo legava al dentista. Si è fermato, gli ha  chiesto gentilmente di smettere di ridere e di sapere quale era il da farsi in una situazione del genere. Egli con le lacrime  agli occhi gli ha detto di andare al più presto al pronto soccorso. Allora Rob piuttosto contrariato è uscito dalla studio e si è avviato verso un ospedale qualunque. Una volta lì gli hanno dato un bel lassativo e ogni 2 ore gli hanno fatto delle lastre per controllare il tragitto del cacciavite all’interno delle sue budella. Pian pianino il cacciacìvite è sceso verso il basso non cambiando mai di posizione e non diventando così pericoloso, il corpo estraneo è stato espulso dopo 12 ore senza complicazioni, solo una forte incazzatura e una ragguardevole cagarella.
“Questione di cifre”
Parecchio tempo fa, forse io avevo 8 anni e mia sorella 14, mia mamma e mio papà chiacchieravano tranquillamente davanti al camino come accadeva spesso. Purtroppo papà aveva un forte mal di testa e chiese a mia sorella, che era in cucina a lavare i piatti, di preparagli 25 gocce di novalgina al più presto. La cucina dal soggiorno distava circa 30 centimetri, quindi per mia sorella non fu difficile udire immediatamente questa richiesta. Nel frattempo mamma e papà continuavano la loro conversazione che verteva su cose economiche, parlavano di soldi. Così quasi legata alla richiesta fatta a mia sorella mio padre disse “anzi no 50” e mia sorella “50? Ma sei sicuro” in quel momento entrò nella conversazione anche mia madre che disse “io penso 60, così mi hanno detto”. Mia sorella incredula si affacciò in soggiorno e disse “facciamo 55, anche se mi sembra troppo lo stesso”. Dopo pochi minuti portò la tazzina con il medicinale a papà il quale lo bevve tutto d’un fiato, poi mia sorella si riprese la tazza e disse “comunque secondo me 55 gocce di novalgina sono troppe”. In quel momento mio padre pensò di morire con un collasso cardiaco. Mia madre disse “oddio, noi stavamo parlando di soldi, del tipo della legna che ora prende 60 mila lire per potarti un solo albero!”. Attimi di panico, in un nano secondo papà si stese sul divano taciturno aspettando il peggio. Il peggio per fortuna non venne, il mal di testa sparì con la velocità della luce, dormì molto e non si fece mai più portare la novalgina da mia sorella.
“La dama cinese”
In tenera età mia sorella ingoiò un’intera dama cinese di legno con la convinzione che le pedine fossero dei cioccolatini. Lei non ha memoria di questo avvenimento, ma mia mamma si, poiché dovette cercare nelle feci di due giorni consecutivi tutti i dischetti della dama e poi contarli per vedere se fossero usciti proprio tutti. Il mestiere di mamma alle volte è veramente secante.
“Sogni d’oro”
Pochi anni fa il mio papà subì un’operazione che lo costrinse per alcuni giorni a letto e per di più poiché provava un po’ di dolore il suo medico gli prescrisse alcuni medicinali che gli favorivano il sonno e gli alleviavano gli spasmi. A casa mia abbiamo una sola cassetta che contiene tutti i medicinali di cui si ha bisogno e sono tutti più o meno distinguibili, ci sono le pillole per la pressione, qualche bustina di Aulin, un antipiretico, la famosa e immancabile boccetta di novalgina ed poi la new entry, la boccettina di oppiaceo. Così un pomeriggio quando mia mamma fu colpita da un mal di testa fortissimo si consumò uno dei drammi più divertenti della nostra vita. Aprì la cassettina, ne estrasse la prima boccettina che trovò e si versò circa 30 gocce sotto la lingua. Dopo 10 minuti iniziò ad avere serie difficoltà a tenere gli occhi aperti, pensate che mia mamma è una che dorme circa 4 ore per notte ed è anche una novalgina dipendente.
Chiamò preoccupata mio padre e gli disse che si sentiva debolissima e che non le era mai successa una cosa simile. Papà alzò lo sguardo sulla mensola situata poco sopra la testa di mia madre e vide la boccettina di quel medicinale simpaticissimo e disse “quante gocce hai preso” e mamma “circa 30” “ ok, sogni d’oro, ci vediamo domattina, vai a letto che hai appena preso 30 gocce di sonnifero”. A detta di mia madre quello fu il sonno più profondo, pesante e senza sogni della sua vita e noi le abbiamo certamente creduto.
“La limonata”
Quando Magda era bambina andava sempre in campeggio in camper con i suoi genitori. La sua mamma era solita mettere vari detersivi in piccole bottigliette da viaggio, di certo più comodo che portarsi dietro litri e litri di detergenti vari. Una di quelle bottigliette conteneva un liquido giallo e meraviglioso e visto che Magda era una bambina piuttosto curiosa ne fu subito attratta. Non poteva far altro che assaggiarlo “di sicuro è limonata” pensò lei tutta contenta. E in men che non si dica il velenosissimo liquido le era già entrato in bocca. Quale reazione se non sputacchiarlo ovunque e chiedere aiuto?  Quando il suo papà  capì cosa era successo secondo voi cosa fece? Vi do alcuni suggerimenti: 1) portò subito la bambina in ospedale 2) mise due dita in gola alla bambina per farla vomitare 3) si mise a piangere e chiese aiuto a sua volta poiché bloccato dal panico.
No, amici, nessuna delle tre, egli fece una cosa senza precedenti, guardò Magda, si assicurò che avesse sputato tutto e poi bevve un sorso del detersivo al limone anche lui e poi aspettò. Aspettò e aspettò ancora, visto che non succedeva niente a nessuno dei due non gli sembrò il caso di allarmarsi e così festeggiarono brindando con un bel bicchiere di detersivo (ovviamente la parte del brindisi l’ho appena inventata, ma so che Magda si farà un sacco di risate).
Lucio Battisti
Quando abitavo ancora a Maratea l’unico modo per sopravvivere alle distanze dei vari centri abitati era avere un motorino, io avevo un bellissimo SI. Quando guidavo spesso ero solita cantare canzoni di Lucio Battisti e cantavo, cantavo sempre, cantavo così forte che spesso mamma mi sentiva anche quando distavo da casa ancora un kilometro. Così un giorno mentre cantavo a squarciagola “La canzone del sole” con la bocca naturalmente spalancata ho ingoiato un oggetto non identificato che evidentemente tutto si aspettava tranne che la sua vita sarebbe finita nel mio stomaco. Chissà che cacchio era quel coso, l’unica cosa che ricordo è che aveva un sapore nauseante e dopo questa esperienza non ho mai più cantato sul motorino!

Nessun commento:

Posta un commento