lunedì 17 gennaio 2011


Ma se i luoghi comuni esistono è perché forse un fondo di verità lo avranno?
Di sicuro adesso devo usare un luogo comune circa la città di Napoli: la pizza, il caffè e le sfogliatelle come sono buone lì in nessun’altra parte del mondo. Per quanto riguarda la bellezza della città si può solo dire: vedi Napoli e poi muori.
Questo per dire che ho passato la domenica a Napoli con Luis ed M mangiando pizza e sfogliatelle e bevendo caffè. Una piccola pecca ha incrinato però la nostra gita, al bar Gambrinus a piazza del Plebiscito tre caffè e tre dolci ci sono costati ben 22 euro e per di più il caffè faceva veramente schifo! Vabbè, abbiamo voluto fare i tipi ganzi che si siedono al bar più rinomato della città, forse ce la siamo andati a cercare!
Nel frattempo ho qui in soggiorno mio fratello che negli anni mi ha riempito la casa di quadri di proporzioni considerevoli con soggetti alquanto bizzarri e che ora si è dato alla scultura di argilla, lo so che è per necessità universitarie, ma vi assicuro che trovare briciole di argilla mollicce in tutta la casa non è piacevole. Ho notato che gli artisti non si occupano più di tanto dell’igiene postuma alla creazione e ho notato pure che mancano totalmente di senso pratico e manualità per quanto riguarda le cose di tutti i giorni. Per esempio due giorni fa ha iniziato a montare un cassettone di ikea più o meno verso le quattro del pomeriggio, ma alle otto quando siamo tonati da lavoro ancora stava lì con pezzi che avanzavano. Mio fratello è uno di quelli che dice “ di sicuro hanno sbagliato a mettere i pezzi nella scatola e certamente i disegni esplicativi sono imprecisi”, non gli viene mai il dubbio che forse non è cosa sua. Mi sta uscendo dalle dita un altro luogo comune, lo voglio scrivere, non ne posso fare a meno: prendi l’arte e mettila da parte.
Finalmente ho smesso di lavorare anche di lunedì, per cui oggi mi sono data al cazzeggio più totale. Stamattina siamo usciti con M alla ricerca di un jeans per lui e un cappottino per me, non siamo riusciti a trovare né l’uno né l’altro e così sono tornata a casa un pochino depressa, quando non riesco a spendere soldi inutilmente per me è una sconfitta. Sono appena tornata dal supermercato e nemmeno lì sono riuscita a comprare nulla di soddisfacente, anzi direi che non ho comprato proprio niente, tranne la senape, che direi che è un condimento veramente importante.
Avete presente quelle giornate che la testa sta proprio da un’altra parte? Ecco è una di quelle.
E dove sarà la mia testa allora? Amici miei mi trovo in piena crisi stagionale.
Vorrei essere a fine giugno inizio luglio a Maratea, su un materassino a largo della spiaggia “rena del nastro” di Cersuta, con la faccia  nell’acqua e gli occhi aperti per vedere il fondale. Il sole leggero che mi accarezza la pelle e nessun rumore tranne quello di dolci ondine che si posano sulla battigia. Sto messa troppo male, per di più immagino fresche serate nel bosco vicino casa mia a guardare le lucciole nel buio, cenette a lume di candela immersa nell’odore magico dei gelsomini notturni e momenti di stupenda solitudine stesa sulla sdraio ad osservare le stelle. Ditemi qualcosa di carino altrimenti stasera impazzisco!
La settimana è stata scarna di avvenimenti interessanti, il traffico dei saldi sta pian piano scemando e così le giornate si susseguono tutte uguali, ora come ora ( che tutto si è calmato) mi sto rendendo conto che siamo nell’anno nuovo, non che cambi molto, ma io sono un po’ lenta per certe cose. Ecco alcune cosette che NON farò nemmeno quest’anno: iscrivermi in palestra, andare a correre la mattina, smettere di fumare, smettere di bere birra, comprare una macchina, tingere i capelli color biondo platino (è sempre stato il mio sogno), mettermi a dieta per più di 12 ore, mangiare la pasta solo due volte a settimana, chiamare qualcuno che mi aiuti per le faccende domestiche, prendere un anno sabatico e infine nemmeno quest’anno (per fortuna) cercherò un altro posto per andare in vacanza che non sia Maratea. Devo confessare che ogni tanto mi balena l’idea di andare a passare le vacanze estive da un’altra parte, magari per conoscere un posto nuovo, ma poi gira che ti rigira vince sempre casa mia.
Qualche giorno fa, forse giovedì, ero al negozio ed ho rivisto dopo tanto una signora inglese troppo carina e vedendola mi sono ricordata di un avvenimento allucinante accaduto qualche anno fa. Mia sorella all’epoca teneva un corso di decorazione per alcune signore attempate. Una di queste era proprio la signora inglese la quale aveva un marito italiano altissimo e molto distinto. Un pomeriggio che eravamo tutte al corso affaccendate con colori, carte e quant’altro, questo signore venne a prendere sua moglie, si avvicinò al tavolo e se ne uscì con queste parole “ signore care, come ben sapete ho lavorato una vita all’ambasciata americana, così sono venuto a sapere di una notizia assolutamente top secret, fate scorta di viveri, di zucchero, pasta e cibo vario, trovate un posto sicuro e nascondetevi con i vostri cari. La situazione è pericolosissima, siamo vicini ad una guerra epocale, hanno scoperto dove si nasconde Bin Laden.”
Era passato circa un anno dalla caduta delle torri, il signore ci parve piuttosto serio, così molto preoccupate gli chiedemmo dove lo avessero trovato, o almeno se poteva darci qualche altra notizia più dettagliata. Così ci rispose: “non potrei dirlo, ma visto che siete tutte amiche di mia moglie vi svelerò questo segreto, Bin Laden si trova nella terza dimensione.”
Ci guardammo piuttosto sbigottite, ma era serio? Ci eravamo perse qualcosa?
La signora inglese prese suo marito sottobraccio e con cautela lo portò verso l’uscita, poi lei da sola  tornò indietro  e mortificata ci disse che lui soffriva di demenza senile e che si era così fissato con Bin Laden e la terza dimensione che raccontava questa storia a chiunque gli venisse a tiro facendole fare delle figuracce incredibili. Se ci ripenso dopo tanti anni ancora mi faccio un sacco di risate!
Stasera lo chef consiglia pasta fresca con sugo di carne tritata, che non ho capito perché a casa mia la chiamiamo sugo alla bolognese, mentre per esempio la mia amica Magda che è siciliana lo chiama ragù e il ragù, che a casa mia è la carne con il sugo, lei lo chiama semplicemente carne al sugo,  però mi sono dimenticata di chiederle che cosa chiama Bolognese.
Il segreto di una buona bolognese è senz’altro il battuto di cipolla, carota e sedano, più piccolo è migliore è la riuscita del sugo.
Allora buon appetito!

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