lunedì 27 dicembre 2010

Mi sento esattamente come ci si sente quando finiscono le feste, avete presente? Che voglia di piangere ho (questa era una citazione).
Il capodanno non mi sembra proprio una festa da festeggiare, fino a prova contraria è un anno che è finito, sono più vecchia di 12 mesi e non ho fatto nulla di quello che mi ero promessa di fare, ho passato un anno identico a quello appena finito.
Ma basta con questo pessimismo, sono qui per allietarvi non certo per appalarvi con le mie giornate down.     Come un'eroina d'altri  tempi ho superato quest'inferno di cristallo natalizio ed ho avuto a che fare con ogni genere di persona per 25 giorni consecutivi senza pause! Datemi un premio, parlate di me in giro, lasciate che i posteri sappiano le fatiche sovraumane di una giovane donna del ventunesimo secolo...dite che eccedo con qualche mania di protagonismo?
Ma lasciatemi fare, vogliatemi bene, assecondatemi come si fa con i bambini (o con i pazzi)!
Ho lasciato casa a Roma nel bordello più totale, non faccio una lavatrice dalla notte dei tempi, il pavimento chiede pietà ed ha sete di candeggina e per il resto non voglio nemmeno pensarci e non voglio nemmeno che voi pensiate che sono una poco attenta alle pulizie domestiche...sarei un'onta tremenda per mia madre, l'ayatollah dei detersivi igienizzanti dell'igiene profonda di tutta l'igiene mondiale (anche sicuramente una delle più importanti inquinatrici esistenti).
Ecco dopo questa over tour delirante sono pronta con il mio ragguaglio settimanale.
Nelle vetrine del negozio abbiamo messo un articolo molto carino, tale oggetto è una serie di piccole cornici di misura standard per foto che sono tutte collegate una all'altra formando così delle lettere dell'alfabeto piuttosto grandi. Il concetto è molto semplice e si capisce bene che cosa sono, almeno così abbiamo pensato finchè alla quarta domanda "scusi che cosa sono quelle cornicette?" abbiamo messo un biglietto che recita così "porta foto a forma di lettera dell'alfabeto". Mercoledì una signora entra e mi chiede "scusi, mi da una cornice a forma di lettera dell'alfabeto?"
 io "certo, quale lettera?"
 lei "in che senso quale lettera?”
 io ancora "signora, le cornici formano delle lettere, per esempio quella in vetrina è una S".
Signora stupita "ah, allora mi dia una A"
 io "la A è terminata"
lei "mi va bene quella in vetrina, mi piace"
ed io che non mi faccio mai i fatti miei "ha qualcuno che si chiama con la S?"
estrema follia della signora "ora che ci penso la persona a cui dovrei regalarla ha il cognome che inizia con la S, se no la prendevo lo stesso, mi piace troppo".
Ecco qua, certe volte mi sento come se dovessi convincere i clienti a non compare.
I giorni poi si sono susseguiti tra richieste più o meno accettabili fino ad arrivare ai disperati dell'ultimo momento che con questa affermazione "mi dia quella cosa" ti fanno crescere un moto di soddisfazione dentro quasi imbarazzante. Perchè soddisfazione? Perchè alla fine ci si compera di tutto, cose di cui non conosci l'esistenza e che manco te ne frega niente di sapere che cos'è e poi ti viene un odio talmente forte per il Natale e per tutti i tuoi amici ai quali volevi un gran bene fino a qualche giorno prima ma che ora li cancelleresti dalla tua vita. E la gente va in giro in mezzo al traffico incazzata nera maledicendo i negozi, i centri commerciali, intere famiglie, bambini capricciosi, mogli isteriche, il fatto che ci si era ripromessi di non fare più i regali a Natale, l'amico che l'anno scorso ti ha regalato una minchiata mentre tu ti eri spremuto fino al midollo per avere un'idea geniale, i regali a quelli dell'ufficio (tappi per il vino o pupazzetti e ancora tappi per il vino o pupazzetti) e potrei continuare questo scritto ma rileggendo credo di saltare di palo in frasca.
Giovedì sera (il giorno prima della partenza) mia sorella ha deciso di fare una cena prenatalizia stile americano.
Una figata pazzesca, ha preparato: tacchino ripieno di carne di maiale, castagne, e mille spezie che anche il mio palato sopraffine non ha riconosciuto; salsa di vino, salsa di lamponi, salsa di pane (che sarebbe quella cosa che si vede sempre sulle tavole dei film americani che sembra purè ma non lo è, in realtà è una preparazione di pane, latte, cipolle, cannella, chiodi di garofano e non ricordo il resto); poi i cavoletti di Bruxelles che fanno schifo a tutti perché sono schifosissimi, ma lei s'è fissata che ci stavano bene con tutta la cena, ma che alla fine nessuno ha mangiato perchè ripeto fanno schifo e sono finiti dritti dritti nella pattumiera; poi ancora la salsa tonnata, le patate al forno, le carotine in agrodolce. Per dolce il gelato di nocciole e poi stavamo tutti per svenire.
La mattina seguente alle ore 9 Luiss è passato sotto casa mia, ha caricato me e mio fratello in macchina e finalmente ci ha portati a Maratea.
Luiss quando guida "fa i fari" a tutti, pure ai greggi di pecore, alle mucche solitarie, agli uccelli in volo, agli altri automobilisti, ma non è che ha un tendine infiammato nella mano che lo porta a spingere in continuo la levetta dei fari? Glielo devo chiedere. Il nostro natale è stato un pochino sotto tono poiché non siamo potuti stare tutti insieme (i miei famigliari intendo). Mia sorella ha un pancione come una mongolfiera così è rimasta a Roma con bimbo e marito, noi 4 (mamma,papà, brother e me)qui a Maratea, io ho mangiato e dormito per 2 giorni interi,inoltre la Basilicata è stata la regione più colpita dalla pioggia di tutta Italia, per cui sono stata sempre a casa.
Il  25 per la precisione sono anche andata a casa di mia zia che dista da casa mia ben 150 metri (quindi posso dire di aver pure un pò camminato) a giocare con i miei cugini grandi e piccoli a tombola e a mercante in fiera. Far arrabbiare i bambini è una dei miei sport preferiti, ma credo che sia l'ultimo anno che posso farlo, sono già più alti di me (non che ci voglia molto)e l'anno prossimo mi meneranno.  La tombola è il gioco più noioso e soporifero del mondo, credo che sia più divertente guardare un film di Truffaut che fare una mano a tombola.
Al mercante in fiera ho pure vinto il secondo premio della modica cifra di 6 euro, i miei cugini più piccoli che avevano investito somme ragguardevoli per accaparrarsi il maggior numero di carte (io ne avevo solo 2) stavano per piangere dopo l'amara sconfitta, vaglielo a spiegare  che cos'è l'azzardo, il calcolo delle probabilità e il caso fortuito!
Io ho una quantità di parenti incredibile, qualcosa come 12 fra zii e zie e un numero superiore al 20 di cugini, abbiamo tutti un tono di voce alto e profondo (soprattutto noi donne) per cui essendo circa in 40 e c'era un casino pazzesco, forse non ci somigliamo per niente, però nei gesti e in alcune cose siamo tutti un pò simili e questa cosa mi riempie il cuore di gioia. 
Poi sono ritornata a casa per stare un pò con mamma vicino al fuoco e abbiamo guardato insieme per l'ennesima volta "ricomincio da tre"  e ci siamo fatte un sacco di risate, inoltre ho scoperto che dalla Campania in giù puoi vedere  telecapri, una tv dove pubblicizzano i giocattoli della marca Napolì (con l’accento sulla I), il cicciobello tifoso del Napoli e le motoclettine elettriche azzurre con il simbolo del Napoli, se le vede M “esce pazzo”.
Sono appena tornata nella city, ho preso possesso della mia dimora debellando ogni forma di vita aliena. Sono pronta per un’atra settimana col coltello fra i denti, iniziano i saldi!

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