lunedì 8 novembre 2010

Niente da dire


Motto della settimana: “Se non hai nulla di dire, non dire niente”.
Questo è quello che avrei voluto ripetere a tutti i clienti tutti i giorni.
Martedì ero concentrata in uno di i miei raid di pulizia, quando ho sentito una signora chiedere a mio fratello a cosa servisse una certa cosa, non vedendo il soggetto della conversazione (ero in un’altra stanza) ho sentito mio fratello (lo stoico) che rispondeva: “E’ una tazza, ci si può bere del the, del latte oppure latte e caffè”. Allora mi sono affacciata ed ho visto la signora con la tazza in mano, una comune tazza, la esaminava ed emetteva questi suoni “ah,mh, già”.
Come al solito la mia immaginazione è andata in tilt ed ho sognato mio fratello che rispondeva in quest’altro modo: “Mia cara signora, è un utensile inventato dall’homo erectus per portare più comodamente i liquidi dalla fonte alla bocca. Inizialmente era sprovvisto di manico, ma tutto fa pensare (come si nota sui papiri di Zurtokan) che durante il periodo del faraone Hammurabi, il grande inventore di corte Inventoran ne studiò il progetto per rendere la vita del faraone più semplice e felice. La tazza, infine,  ha subito nel tempo soltanto trasformazioni essenzialmente stilistiche.”
Quando ho finito di sognare, la signora era andata via comprando la tazza, senza andare a pescare nell’archeologia mio fratello era riuscito a vendere una comune tazza come se fosse stato il Santo Graal. 
Mercoledì c’è stata l’invasione degli ultra corpi, brutti momenti!
Per non farci mancare veramente niente già da una settimana abbiamo esposto le cose di Natale, siccome vivo un Natale lunghissimo (circa due mesi e mezzo) negli ultimi anni lo odio, così faccio finta di non vedere le cose che ci sono nel negozio. Almeno questo l’ho fatto fino a giovedì, quando una signora vecchissima mi ha costretto a descriverle ogni decorazione e l’uso di queste. Signore e signori, hanno una funzione le decorazioni? NO NO NO. Perché ostinarsi a trovarne una? A che può servire una pallina di Natale? Forse cercando di ingoiarla si potrebbe inventare un modo pittoresco per suicidarsi! A cosa può servire una ghirlanda? Magari per lanciarla sui dei birilli! Per non parlare dei presepi, o sono composti da quei personaggi di plastica orrendi, ancora mi ricordo una volta che hanno preso fuoco (avevo acceso un piccolo falò nel presepe), oppure niente, se sono diversi da quelli, devono servire a qualcosa. Magari potremmo creare una corrente, tipo le bambine che giocano con le barbie, i bimbi che giocano con i lego, qualcuno potrebbe giocare col presepe!
 Incredibile ma vero, questa signora mi ha chiesto a cosa servisse un presepe ed io, che non sono stoica come mio fratello, ho risposto solo così “signora E’  UN PRESEPEEE!”  Purtroppo le persone anziane non sono arrivate a capire che oggigiorno la maggior parte delle cose non servono proprio a niente.
Il top della giornata però è stato quando un ragazza mi ha detto che presagiva in sogno la caduta degli aeri… che culo! Meno male che me lo ha detto, come potevo vivere senza saperlo!
Venerdì pomeriggio eravamo presi da una conversazione con l’amico Greg ed una cliente circa la fine ingloriosa che ha fatto l’arte in generale nel bel paese, ovvero il nostro.
Si diceva fra di noi che non c’è più alcun rispetto per gli artisti, che per campare bisognerebbe uscire dall’Italia e tentare la fortuna altrove. La ragazza che chiacchierava con noi era  una costumista senza lavoro, mio fratello ci rendeva partecipe delle sue preoccupazioni essendo uno studente di pittura, Gregorio è un musicista e ci diceva che bisogna sempre scendere a compromessi per poter lavorare. Nonostante i natali dei più grandi artisti del mondo siano in Italia, la figura dell’artista non viene rispettata da nessuno, sicuramente non dalle istituzioni e figuriamoci dalla gente comune. Questo ed altro ancora ci raccontavamo, quando una signora di una certa età si è  avvicinata quatta quatta per ascoltare i nostri discorsi. Era vestita in un modo alquanto discutibile, a dire il vero era una tenuta ginnica un po’ sopra le righe, aveva una felpa panterata e dei pantacollant non adatti alla sua età. Ad un certo punto è intervenuta nella nostra conversazione in questo modo: “Non parlatemi di rispetto, oggi al circolo di canottaggio mi è successa una cosa tremenda. Una signora con cui remavo l’altro anno, oggi ha fatto finta di non riconoscermi! Che disdetta, una signora della mia età così maleducata, da non crederci. Allora per ripicca le ho chiesto di passarmi un remo dal pontile, così per forza ha dovuto salutarmi! Ormai al circolo fanno entrare cani e porci, io non vorrei dirlo però sono moglie di un pezzo grosso e noi siamo soci del circolo, mica come quelli che si imbucano. Essendo moglie di uno che conta potrei anche farli cacciare via”. Tutti noi siamo rimasti un po’ interdetti. Perché aveva intrapreso quel dialogo? Voleva forse che le chiedessimo chi fosse il marito pezzo grosso? Ovviamente nessuno glielo ha domandato, ma la mia mente è andata nuovamente in tilt ed è iniziato un nuovo sogno. Ecco che la signora dal pontile fa per passarle il remo e in un batti baleno inizia a mal menarla sbattendole ripetute volte il remo in testa. Il Tevere inizia a riempirsi di sangue e una milogna esce dalle acque e la sbrana mentre ancora urla di dolore. Vengo svegliata dal sogno da un pezzo di Paul Young che mio cognato naturalmente conosceva a memoria, ma per me Paul Young era troppo anni ottanta anche negli anni ottanta.  Venerdì o sabato, non ricordo, una madre con una figlia mi fanno questa domanda: “i prezzi scritti sul cartellino sono proprio i prezzi…?”
Che avrei dovuto rispondere? “No signora, sono dei codici segretissimi che si interpretano soltanto conoscendo i cicli lunari dei maya!”. Invece il mio ruolo mi ha portato a rispondere che certamente quelli erano i prezzi.
La settimana è giunta al termine con una bella domenica riposante, ma stamattina è successo l’indicibile. Mi sono svegliata e non sentivo più da un orecchio. Non sentivo veramente niente. Mi sono spaventata a morte, mi girava la testa, perdevo l’equilibrio, una cosa terrificante. Proprio stamattina che dovevo andare da Ikea a comprare un Besenter. Mi sono fatta coraggio e mi sono sparata una siringa di acqua tiepida dentro l’orecchio (i magici consigli di mamma) e l’udito è tornato. Anche stamattina il mio povero M. ha dovuto sopportare un’altra delle mie tragedie piagnucolose…quindi sono anche andata da Ikea con mia sorella e abbiamo comprato: 2 Trkilnst, 1 Unilimd, qualche Dertrsk, ecc ecc…

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