lunedì 18 ottobre 2010

Mi impegnerò quest’oggi  a dare informazioni sulla settimana appena trascorsa in un ordine assolutamente casuale.
Venerdì intorno alle ore 12, che decisamente non è il mio orario preferito causa forti crampi allo stomaco dovuti ad una fame ingiustificata, mi si presenta una signora che mi chiede in questo esatto ordine le seguenti cose (dovrò scrivere il dialogo anche se odio farlo):
Signora: “quanto costa quella zuccheriera in vetrina?
Io: “mi dispiace non si vende da sola ma è in coordinato con la lattiera”.
Signora: “ah ho capito, mi serviva solo la zuccheriera, ma può darmela lo stesso insieme ad una tazza?”
Io: “no mi dispiace”.
Signora: “ma può darmi allora la zuccheriera con una teiera?”
 Io: “no signora davvero mi dispiace…” 
e lei (gran finale): “ non è che può vendermi solo il coperchio della zuccheriera ma compro la lattiera e ce lo metto sopra?”
Non  potevo crederci…ma perché, perché? Dentro di me recitavo un tantra che mi mettesse in condizione di non usare violenza contro nessuno al mondo e nella fattispecie contro la signora. Quando è andata via, lei sconfitta, io shoccata, mi sono detta che in fondo può succedere a tutti.
A cena sono stata a casa di mia sorella con degli amici olandesi. Da bravi italiani quali siamo il discorso ovviamente è caduto sulla legalizzazione delle droghe leggere. Chiacchierando in un inglese terribile da parte di tutti e due, pensate che hanno fatto i complimenti a me che lo parlo da vomito, siamo riusciti a capire che in sostanza ad Amsterdam il proprietario di un  “cafe shop” può vendere l’erba ma non può comprarla da nessuna parte. La nostra domanda quindi è stata “come fanno allora i commercianti? Possono coltivarla per proprio conto?”   Niente di tutto ciò, i paradossi olandesi (ci hanno detto loro) sono proprio questi, il proprietario di un cafe shop può vendere ma non  può comprare, per cui quella che vende in realtà è merce comprata illegalmente…mah!
Altro argomento di conversazione (meno faceto) è stato circa la religione, si chiedevano  se fosse vero che la chiesa qui avesse tanta importanza, mio malgrado la risposta è stata affermativa e allora mi è venuto questo pensiero: per noi loro sono un popolo di fattoni, per loro noi siamo un branco di pecore guidate da un pastore tedesco, né l’una né l’altra cosa può essere la verità, ma tutti sanno che l’ignoranza è una brutta bestia.
Martedì mattina uno dei miei grandi quesiti da motorino: ero ferma al semaforo tra via Spallanzani e via Nomentana e vedendo una coppia con passeggino mi sono chiesta perché qui a Roma nord tutte le coppie di persone di carnagione scura e capelli castani hanno figli biondi o quasi albini. Che gli danno da mangiare ai bimbi: latte e acqua ossigenata? 
Al negozio durante il pomeriggio ho ascoltato una vecchia canzone di Fred Bongusto “Malaga”  e mi sono ricordata che da piccola ero convinta che Malaga fosse solo un gusto di gelato e che la canzone parlasse di gelato, a tal proposito mi chiedo se il gusto malaga esiste ancora.
Sabato ero così stanca che avrei preferito essere gambizzata piuttosto che andare a lavoro. Mentre andavo a prendere il caffè al bar speravo con tutto il cuore che un cecchino sotto l’arco Coppedè si preparasse a far fuoco su di un politico o qualsiasi altra persona e per sbaglio colpisse me, invece no, otto ore di lavoro non me le ha tolte nessuno. La sera non mi andava per niente di uscire così sono rimasta a casa e mi sono data appuntamento con una variazione alla pasta con le  zucchine dell’altra settimana. Esperimento ben riuscito, dopo averla mantecata con tanto formaggio l’ho messa al forno, così è venuta una bella crosticina dorata niente male. Con sommo rammarico ho appurato che “Ulisse, il piacere della scoperta”  non c’era, io adoro Piero e Alberto Angela, mi fanno passare dei bei sabato sera.
Ho zappingato fino alle undici, poi sono andata a letto a leggere, ma visto che era ancora presto, con M abbiamo visto “Benvenuti al sud”. Carino, ma di quei film che dopo due ore già hai dimenticato di averlo visto. Giovedì o mercoledì, non ricordo quale giorno fosse, una signora si è meravigliata tanto che fossi così certa che una stampa su di una gonna fosse di Klimt. Avrei voluto spiegarle che chiunque abbia avuto tra i 16 e i 20 anni negli anni '90 sia  un potenziale conoscitore di Klimt
Klimt è stato, secondo me, uno dei pittori più in voga in quella fascia d’età  perché ci faceva sentire romantici, colorati, bizantini e un po’ eclettici.  Sarà ancora così? Comunque non mi è sembrato il caso di disquisire circa la sociologia della pittura, però ho venduto la gonna! 
Intanto mio fratello, che per questioni burocratiche ho promesso di citare in ogni mio post, si è comprato il motorino, uno zip. Mio fratello è alto 1 metro e 80, lo zip sarà 40 centimetri di altezza, vi prego di immaginare che figura bizzarra si crea quando lo guida. In due giorni avrà percorso 2645 kilometri, per cui a casa  è anche soprannominato Renegade.
Finalmente per concludere la settimana, una domenica come si deve. In mattinata mercatino delle pulci e menomale che sono in un periodo di carestia altrimenti avrei comprato di tutto. Ho rinunciato a due cose fondamentali nella vita di una persona, un telefono vecchio di quelli con la ruota per fare i numeri, di colore viola (bellissimo), ed a una giacca di pelle gialla da motociclista con un dragone cucito su una manica. Mi sono accontentata di una padella fuxia da 5 euro. A pranzo con Mirco e Grazia siamo andati in un casale dove si festeggiava la settimana dell’equo e solidale. Così abbiamo mangiato: pasta di quinoa, cavolo al curry, orzo perlato, spezie a profusione ecc. M non è stato troppo bene nel pomeriggio (il cibo non è stato né equo né solidale con il suo stomaco), così per guarire l’ho portato al circolo degli artisti per il solito appuntamento domenicale con gli amici. Qualche birretta, chiacchiere demenziali, ma alla fine abbiamo deciso di cambiare luogo aperitivale, l’umidità quando hai una certa età ti uccide. Ho preso così tanto freddo che avevo le cosce ghiacciate. Per riscaldarmi ho fatto una cosa che nel mio regolamento morale non viene nemmeno citata, mangiare a letto, una pizza. La goduria è stata a dir poco eccezionale, cazzo mi sono sentita troppo Yoko Ono quando faceva i bed in con John Lennon. Nel frattempo guardavamo Brian di Nazareth dei Monty Python. Non me ne voglia nessuno, ma il senso dell’umorismo inglese degli anni '70 non è il mio preferito.




2 commenti:

  1. Bello e piacevole da leggere questo resoconto settimanale. L'unica cosa "schifosa" è mangiare la pizza a letto: l'avrà mangiata anche Yoko Ono, ma entrambe sie "porcelline" ...
    Un abbraccio.

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  2. Biagio, perdonami, ma non sono affatto d'accordo...mangiare la pizza a letto davanti ad un bel film è una delle cose più goduriose che ci possa essere!!! E ogni tanto se' po' fa!!!
    :-)

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